PERCHÉ MI SENTO SOLO? Sette strategie contro il mal di solitudine

Ti è mai capitato di essere in mezzo ai tuoi amici, eppure sentirti solo? O magari ti è capitato di desiderare la solitudine; di non vedere l'ora di restare finalmene solo. Prima o dopo succede a tutti, o quasi.

La solitudine è un fenomeno mentale ed emotivo complesso, un potente istinto di sopravvivenza che si attiva fin dalla più tenera età. Tutti noi abbiamo sperimentato prima o dopo la sensazione dell'abbandono e ricordiamo la sensazione dolorosa e spaventosa che la accompagna. Così, ogni volta che ci ricordiamo di questo sentimento (oppure lo anticipiamo pensando a determinate situazioni future), otteniamo una traccia di angoscia che etichettiamo come solitudine. Questo può accadere in mezzo ad una folla di amici così come subito dopo aver fatto l'amore, rischiando di metterti fuori gioco, se non sai cosa sta succedendo.

Ecco, allora, come puoi combattere la solitudine, riconoscendola ed approcciandoti ad essa in modo più sano.

1. Prendi coscienza che la solitudine è una sensazione, non un fatto.

Quando ti senti solo, ricordati che in realtà c'è stato qualcosa che ha innescato un ricordo di quella sensazione: non sei realmente isolato o da solo. Il cervello è strutturato per prestare attenzione al dolore e al pericolo, e questo include anche sentimenti di paura; perciò la solitudine ottiene la nostra attenzione. Il vero nodo sta nel fatto che poi il cervello cerca di dare un significato alla sensazione. Perché mi sento in questo modo? Sarà perché nessuno mi ama? Oppure perché sono un perdente? Così, le teorie sul perché ci sentiamo soli rischiano di confondersi con i fatti, non facendo altro che ingigantire il problema.

Impegnati a riconoscere questo processo, a renderti conto che stai avendo questa sensazione e ad  accettarla senza giudizi.

2. Fai un piano per combattere le abitudini mentali ed emotive della solitudine.

Se ti rendi conto di aver fatto della solitudine un'abitudine emozionale, puoi fare un piano per imparare a combatterla. Impegnati innanzitutto a raggiungere gli altri, cominciando dalle piccole cose. Puoi ad esempio avviare una conversazione su WhatsApp, anche quando la tua solitudine e la depressione ti dicono di non farlo, per una serie di scuse assurde e regole delle quali ti sei convinto. Sì, è dura, ma vale la pena sforzarti di rompere queste regole che ti sei dato. E' soltanto una questione di esercizio. Fatto questo, sarà altrettando dura alzarti dal divano ed uscire per combattere la tua pigrizia, ma..ehi...sembrava dura anche dover mandare un semplice messaggio su WhatsApp e adesso sei invece qui ad affrontare la tua seconda sfida!

3. Su la testa!

Finalmente sei uscito da casa! Adesso scegli: potresti camminare per ore lungo la strada pensando a te stesso, alla tua solitudine e alla tua disperazione, fissando il marciapiede e biasimando te stesso. Oppure puoi camminare lungo la strada grato per la diversità di persone con le quali condividi il marciapiede e desiderare silenziosamente il loro bene, sorridendo ad ogni persona che incontri. Quest'ultima è la strategia più divertente, ci prenderai gusto! La gente comincerà a ricambiare il sorriso pur non conoscendoti. Il sorriso è contagioso!  :-) 

4. Trova altri come te.

Oggi, grazie ai social network si sono moltiplicati i modi per scoprire come e quando si riuniscono escursionisti, camminatori, amanti della canoa, gruppi di cucito, club di lettori per poter condividere gli stessi interessi. Scegli i gruppi con i quali potresti avere qualcosa in comune, sarà il terreno ideale per ampliare le tue conoscenze e magari iniziare un'amicizia.

5. Sii curioso e non aspettarti corone o medaglie.

Ogni situazione che si presenta è un nuovo esperimento, una micro-avventura nelle relazioni sociali. Se ti mostri curioso e interessato agli altri, questi saranno improvvisamente attratti da te. La curiosità sugli altri, inoltre, ti distrarrà da quei sentimenti dolorosi che tendono a farti nascondere. Non aspettarti sempre riconoscimenti, premi o medaglie per il semplice fatto di esserti messo in gioco con qualcuno. Non puoi ragionare sempre in termini di prestazione-risulato, anche perchè magari chi avrai di fronte potrà essere ancora più timido di te, non riuscendo a darti feedback. Fuggi dal circolo vizioso delle aspettative. Quello che conta è goderti il tuo sforzo e vivere il momento.

6. La gentilezza vince sempre.

Non si tratta di buonismo. Hai la possibilità di scegliere di essere gentile e generoso di spirito con tutti coloro con cui entri in contatto. Non risulta immediato essere gentili con sconosciuti o con persone che un po' ci spaventano, ma è una scelta. Che nel lungo periodo si rivelerà vincente. L'alternativa è essere mediocre, insensibile o poco coraggioso nelle relazioni con le persone che conosci poco.

7. Non demordere.

Prova almeno tre gruppi diversi per trovare quello che ti fa sentire le vibrazioni migliori. Se perseveri, sfidando i pensieri rinunciatari e solitari, se sarai curioso e gentile in più gruppi, il calcolo delle probabilità sarà a tuo favore. E una volta che avrai un amico o due, dedica a quelle amicizie tempo e attenzione. Non essere troppo avaro di sentimenti, non importa se inizialmente starai dando più di quanto avrai ottenuto. In questo momento la cosa più importante è che tu ti sperimenti nelle relazioni.

Bene, adesso sei pronto! Manca soltanto un ultimo consiglio.

Spegni il computer, metti in tasca lo smartphone ed esci ora! Ci piace pensare che la prossima persona che incroceremo lungo il marciapiede e ci sorriderà senza conoscerci sarai proprio tu!